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AUTISMO E ROBOTS

Fondata dai fratelli Daniele e Marco Lombardo con il cugino Giuseppe Pennisi, la startup Behaviour Labs opera nel settore della robotica. La possibilità di costruire entità intelligenti e autonome ha indotto la comunità scientifica a riesaminare il concetto di intelligenza, non più associata solo agli umani o agli animali, ma anche alle macchine.

E, nella Vision dell’azienda si legge: “Alla Behaviour Labs, siamo dell’idea che un robot possa convivere armoniosamente con l’uomo, risultando anche utile ad esso, se si riuscirà a dar luogo ad un rapporto uomo-macchina in cui il robot non è visto come un’entità estranea”.

Nasce così Treat (Therapeutic Robot in Experimental Autism Therapy) -progetto sviluppato grazie al supporto del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Messina – che realizza una nuova terapia per il trattamento dell’autismo nei bambini (ma il programma può essere esteso fino agli adolescenti ), programmando il robot tramite specifici software e sfruttando la piattaforma RoboMate, che prevede l’uso di un tablet con schermo multi-touch e di un robot umanoide antropomorfo.  

Behaviour Labs ha inventato una app che consente l’utilizzo dei robot per migliorare le interazioni sociali e cognitive dei bambini affetti da sindrome della sfera autistica. L’applicazione è nata nel cuore dell’Etna Valley, grazie alla sturtup fondata e guidata da Daniele Lombardo nell’ambito del progetto Treat (Therapeutic Robot in Experimental Autism Therapy). L’azienda ha acquistato robot all’avanguardia in Texas ed in Francia, e con l’app creata da Lombardo ed il suo team riesce a farli diventare il “medium” dell’interazione con i bambini e ne migliorano le capacità di interazione sociale. Inoltre l’app registra le reazioni dei bambini agli stimoli cognitivi e permette l’elaborazione di report che sono utili per nuovi interventi didattici e terapeutici. 

Ma come funziona RoboMate? “Si predispone sul tablet il profilo del paziente – afferma Lombardo – indicando il tipo di abilità, le attitudini e gli obiettivi formativi. A supporto di questi dati anche la definizione della terapia e la scelta della relativa ‘Robot App Playlist’. Poi si procede con la verifica e il controllo della correttezza cognitiva delle composizioni. Sono anche a disposizione del terapista e dei genitori del piccolo paziente il report storico delle sessioni formative e di interazione fra tablet e robot, e i grafici di andamento dei progressi rispetto agli obiettivi di apprendimento prefissati”. 

 

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