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INDICATORI DI QUALITA’ PER L’INCLUSIONE NELLA DISABILITA’ VISIVA

Il Network per l’Inclusione Scolastica (NIS) – espressione degli Enti UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, IRIFOR (Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI) e Biblioteca Italiana per i Ciechi Regina Margherita – ha individuato i seguenti Indicatori di Qualità per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità visiva. 
Dovranno essere garantiti: 
a) L’assegnazione, da parte dello Stato – sin dall’inizio dell’anno scolastico e per il tramite dell’Amministrazione Scolastica – di docenti per il sostegno agli studenti con disabilità visiva, frequentanti la scuola statale di ogni ordine e grado, per assicurare il loro diritto all’educazione e all’istruzione, certificato ai sensi dell’articolo 13 della Legge 104/92. 

b) L’assegnazione agli alunni con disabilità sensoriale, da parte degli Enti Locali, del personale dedicato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione, come previsto dall’articolo 13, comma 3, della Legge 104/92. 

c) L’istituzione da parte del Ministero della figura dell’“Esperto in scienze tiflologiche” o, quanto meno, di una figura che possegga competenze di base in tiflopedagogia e tiflodidattica [la tiflologia è la scienza che studia le condizioni e le problematiche delle persone con disabilità visiva, al fine di indicare soluzioni per attuare la loro piena integrazione sociale e culturale, N.d.R.]. 

d) La qualità della formazione delle figure professionali dell’assistente alla comunicazione dei disabili sensoriali e dell’“Esperto in scienze tiflologiche”, attraverso la certificazione delle loro competenze, rilasciata dall’Università, dopo la frequenza di appositi master. Tale certificazione delle competenze, con il rilascio dei due rispettivi titoli, costituisce la “patente abilitante” all’esercizio della loro professione. 

e) L’uniformità, su tutto il territorio nazionale, della definizione dei profili professionali del personale destinato all’accompagnamento, alla comunicazione e all’assistenza specialistica degli alunni con disabilità visiva (l’assistente all’autonomia e alla comunicazione e l’esperto in scienze tiflologiche), attraverso l’individuazione di specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei compiti assegnati (come al precedente punto d). 

f) La definizione da parte delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado di un Piano Annuale d’Inclusività (PAI) che sia parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). 

g) L’istituzione da parte del Ministero di uno Sportello di Consulenza Tiflodidattica, presso i CTS [Centri Territoriali di Supporto, N.d.R.] esistenti su tutto il territorio nazionale, per fornire informazioni e assistenza di base agli studenti con disabilità visiva e alle loro famiglie. 

h) La creazione da parte degli Enti Locali, nell’ambito della programmazione regionale, di un Centro di Consulenza Tiflodidattica (ove possibile per ogni Provincia o Città Metropolitana, o comunque almeno uno per Regione), in modo da favorire la costituzione di una rete tra tutti gli Enti e le strutture deputati al processo di inclusione scolastica degli studenti minorati della vista del territorio. 

i) L’applicazione, da parte degli Enti Locali, del Decreto Legislativo 165/01 [“Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche”, N.d.R.] e della Legge 4/04 del 9 gennaio 2004 [la cosiddetta “Legge Stanca”: “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici”, N.d.R.] sull’accessibilità, sulla fruibilità e usabilità degli strumenti tecnologici e degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche. 

j) L’efficienza e la qualità del materiale tiflodidattico e tifloinformatico, negli Istituti di ogni ordine e grado, ad uso degli studenti con disabilità visiva, determinato dallo studio di progettazione tiflologica e di realizzazione sostenibile in termini di costo, distribuzione e reperibilità, effettuato da un esperto in scienze tiflologiche. 

k) La periodica manutenzione tecnica del materiale tiflodidattico e delle tecnologie assistive delle scuole di ogni ordine e grado, per assicurarne le condizioni di funzionalità, l’aggiornamento costante e l’efficienza dello stato strutturale. 

l) L’obbligo del rilascio da parte del venditore alle scuole, agli Enti Locali, alle ASL e ai privati di una “garanzia”, contenente le seguenti informazioni relative agli strumenti tecnologici, tiflotecnici e ai sussidi tiflodidattici: costruttore, costo, anno di produzione, eventuale venditore e, ovviamente, anche il libretto delle istruzioni trascritto in formato accessibile. Tale “documento d’identità” delle attrezzature tifloinformatiche e dei sussidi tiflodidattici costituisce il loro certificato di qualità. 

m) L’effettuazione di azioni finalizzate all’educazione, formazione e istruzione delle persone con disabilità visiva, che tengano conto della condizione di cecità o di ipovisione e che siano volte al successo formativo e al processo inclusivo degli studenti minorati della vista, sarà specifica e di tipo tiflopedagogico nel metodo e nell’applicazione, e avrà come certificatore dei risultati l’“équipe tiflopsicopedagogica”. 

n) L’obbligo del rispetto da parte delle scuole private “paritarie” della normativa nazionale e delle Leggi Regionali vigenti in materia di diritto allo studio scolastico degli alunni/studenti con disabilità. 

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